L’accordo che sembrava essere stato raggiunto tra Alfano, Calderoli e Maroni è stato completamente stravolto dal lunghissimo vertice di Arcore sulla Finanziaria. A sorpresa l’ha spuntata il ministro dell’Economia che si è sempre opposto all’aumento dell’Iva, che non verrà toccata, per non deprimere i consumi e aumentare l’inflazione. Il premier porta a casa la cancellazione del superprelievo. Sconfitta su tutta la linea la Lega: riduzione inferiore alle attese dei tagli agli enti locali e soprattutto via libera alla revisione del sistema previdenziale (nonostante Bossi abbia sbandierato la sua contrarietà per tutta l’estate). All’interno del Carroccio sale Maroni e scende il Senatur, che accetta la cancellazione di tutte le province (anche se con legge costituzionale e quindi con tempi lunghi e incerti)

(Da Affariitaliani.it)