Non ha ancora presentato le

dimissioni dall’incarico di assessore regionale alla Sanità

Lafranco Venturoni, che è anche consigliere regionale del Pdl,

agli arresti domiciliari dopo essere coinvolto nell’inchiesta

della procura di Pescara su presente mazzette per la

realizzazione di un inceneritore a Teramo.

    A questo punto, a cinque giorni dai provvedimenti di

custodia cautelari e dall’emissione di avvisi di garanzia che

hanno provocato un terremoto in Regione e nel Pdl, il fatto non

aver rassegnato le dimissioni dal ruolo di assessore, è una

scelta di Venturoni che evidentemente ritiene di essere accusato

ingiustamente. Stante questa situazione, se il presidente della

Giunta regionale, Gianni Chiodi, volesse sostituire l’assessore

alla Sanità, dovrebbe provvedere alla revoca del mandato.

     La giunta regionale conta otto assessori sui dieci, perché

oltre a Venturoni, Chiodi ha perso dallo scorso 2 agosto Daniela

Stati, che aveva le deleghe alla protezione civile, Rifiuti ed

ambiente: la Stati, indagata anche per l’inchiesta sui rifiuti

sulla quale nella giornata di sabato ha reso ai pm di Pescara

dichiarazioni spontanee, è stata costretta a dimettersi dopo

essere stata coinvolta nell’inchiesta della procura dell’Aquila

su presunte tangenti sugli appalti per la ricostruzione, in

particolare su alcune commesse ad Abruzzo Engineering, società

controllata al 60% dalla Regione Abruzzo, al 30% da Finmeccanica

e al 10 dalla provincia dell’Aquila.

    L’ex assessore, che è rimasta consigliere regionale, ha

lasciato il Pdl per passare nel gruppo misto in segno di

protesta per non essere stato stata difesa e per non aver

ricevuto solidarietà dal partito. La Stati, che ha sempre

rigettato le accuse, in più occasioni ha attaccato il suo ex

partito ed i suoi esponenti chiedendo l’intervento del

presidente Berlusconi.(ANSA).