L’interessamento del Presidente dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata Alberto Pompizi per le sorti dell’Università di Teramo, ed in particolare per il corso di laurea in “scienze del turismo e dell’organizzazione delle manifestazioni sportive”, è apprezzabile: peccato se ne ricordi troppo tardi. Oppure ha dimenticato la delibera di giunta n. 34, approvata in data 11 maggio 2011, nella quale l’Unione ha stipulato una convenzione con la Scuola di Architettura e Design “Eduardo Vittoria” dell’Università di Camerino per la costituzione del Sistema Turistico Locale (STL).

Con l’STL, l’Unione intende rilanciare il turismo attraverso un’adeguata campagna di marketing territoriale che preveda la valorizzazione delle potenzialità della vallata, la differenziazione dell’offerta in base alle specificità di ognuno dei dodici comuni e la realizzazione di una rete turistica di area vasta. Vista la mancanza di mezzi da parte dell’Unione per realizzare un tale piano, quale migliore partner dell’Università di Teramo che ha a Giulianova, quindi appena fuori il confine della Val Vibrata, un corso in scienze del turismo? Inoltre, vista l’importanza assegnata dalla delibera al marketing territoriale, perché non pensare anche ad un coinvolgimento della Facoltà di Scienze della Comunicazione? Niente da fare: è stata preferita una Scuola di Architettura e Design di un ateneo di un’altra regione.

Una simile convenzione sarebbe infatti servita a creare quell’integrazione e quella sinergia tra Università e territorio teramano di cui oggi tanto si parla. Eppure il Presidente Pompizi in questi giorni reclama il corso in scienze del turismo dell’Università di Teramo in Val Vibrata quando, appena un anno fa, ne ha ignorato l’esistenza.

Intendo poi far notare al Presidente Pompizi, da ex studente dell’UniTe, che la dislocazione dei corsi sul territorio non è una mera questione di “sedi”, in quanto attorno ad esse vanno costruiti dei servizi (trasporti, mensa, alloggi, ecc) che devono essere almeno dello stesso livello di quelli usufruiti dagli studenti della sede centrale. Per quanto prestigio un corso di un’università possa portare alla Val Vibrata, non è possibile costituire una “cattedrale del deserto” per una questione di lustro senza i servizi necessari: ciò porterebbe ad un peggioramento della condizione degli studenti e, in definitiva, ad un ulteriore danno nei confronti dell’Ateneo.

Infine, i Giovani Democratici della Provincia di Teramo stanno elaborando un documento, che verrà presentato a breve, contenete proposte concrete per migliorare i servizi offerti agli studenti dell’UniTe e garantire il diritto allo studio: anche noi, infatti, intendiamo dare un contributo costruttivo per salvare la nostra Università, che consideriamo una risorsa per il territorio teramano.

                                                                                                                      Matteo Sabini

                                                                                                          Segretario provinciale dei

                                                                                                                      Giovani Democratici