Si riaccende la speranza per i tanti ragazzi giuliesi che sostengono la causa di Sergio Ndaye detto “Commastì”. Il cinquantunenne senegalese, arrestato ad agosto per contraffazione e condannato a due anni di reclusione, amato da tantissimi giovani per la sua cortesia, potrebbe aver trovato un posto di lavoro in un campeggio di Giulianova e questo rappresenterebbe un passo in più verso la speranza che gli vengano concessi gli arresti domiciliari. Non si arresta intanto la mobilitazione di un gruppo di giovani giuliesi,che in questi giorni ha distribuito in diversi locali della città la petizione in favore di Sergio.  Anche i tifosi giallorossi si stanno mobilitando per la liberazione del senegalese. Questa sera infatti, nella loro sede in piazza Buozzi, organizzeranno una cena solidale il cui ricavato andrà in beneficenza per la causa di Ndaye.