Dopo le esternalizzazioni dell’asilo e del servizio scuolabus ( a proposito che fine faranno i lavoratori ? ) dal cilindro è uscita la vendita della farmacia comunale.
Le scriventi sono consapevoli degli effetti delle politiche governative su tagli dei trasferimenti che hanno determinato una situazione assai grave in tutte le Amministrazioni Pubbliche, ma la risposta secondo noi non puo’ avvenire dismettendo tutti i gioielli di famiglia.
Una domanda sorge spontanea: quando non ci sarà piu’ nulla da vendere cosa succederà ?
Le farmacie comunali sono nate per adempiere ad un compito sociale, dare risposte ai cittadini di un territorio svolgendo un ruolo che quelle private non vogliono o non possono fare.
Ci risulta che la farmacia comunale sia in attivo, allora perché venderla ? forse non sarebbe meglio discutere di come dare nuovi servizi ai cittadini ?
I lavoratori oltre al “diritto” di prelazione, diritto molto aleatorio, che fine faranno ?
Vogliamo lanciare un appello all’Amministrazione Comunale; ripensate a queste scelte che nulla hanno di progresso ma solo l’accettazione acritica dello stato di cose presenti.
Come OO.SS. faremo tutto quello che è in nostro potere per difendere i lavoratori ed un servizio sociale come la farmacia comunale.
FP CGIL FP CISL
( Amedeo Marcattili ) ( Piero Angelozzi )