Lettera aperta al sindaco di Mosciano:

Sono Amelia Andrenacci, residente a Bellante, nata nella c.da Convento e legata da affetti religiosi al Convento ss.S Fratelli ed ai suoi Frati.

 

 Le scrivo per esprimerle il mio più profondo rammarico in merito alle vicende che hanno coinvolto la vita dei  francescani all’interno della comunità moscianese.

Quello che è successo è sotto l’occhio di tutti. Sono e siamo tutti a conoscenza degli spiacevoli  avvenimenti che hanno determinato l’allontanamento di Padre Carmine e Frà Pasquale dal santuario della Madonna Degli Angeli ad opera del Ministro Provinciale dei Frati Minori Carlo Serri;

sappiamo che la chiesa è stata restituita alla Curia, ed il Vescovo Michele Seccia  ha già provveduto ad insediare il nuovo parroco Don Marco Trevisonne;                                                                                                                                        sappiamo anche che il Convento, ora è di proprietà comunale.

Mi soffermo proprio su quest’ultimo punto.  La sera del 09/09/2010 durante l’assemblea tenutasi nella piazza antistante il Convento, le è stata fatta una richiesta: quella di lasciare una stanza del Convento a Padre Carmine, laddove gli venisse concesso l’anno sabbatico dal Provinciale Serri, e lei ha dato la sua disponibilità elargendo parole di consenso, ed in seguito  emettendo una delibera in tal senso nel consiglio comunale del 11/09/2010.

Inoltre, la stessa richiesta le è stata fatta dal Frate in persona, che le ha precisato di volere un locale come punto di riferimento permanente per poter tornare, alcune volte, a trovare la Madonna degli Angeli ed i suoi  fedelissimi parrocchiani. Ed anche a questa richiesta ha dimostrato la sua totale disponibilità.

Ma la mattina di Sabato 25/09/2010 cambiano di nuovo le carte in tavola. Lei accompagnato dal Provinciale e da alcune forze dell’ordine, vi recate inaspettatamente nel Convento intimando ai Frati di lasciare immediatamente la struttura religiosa  e con la pretesa che le venisse lasciata anche la biblioteca di Padre Carmine.  I due comportamenti mi sembrano alquanto contrastanti: prima dà la disponibilità della stanza  e poi  la nega.

Cosa c’è dietro questa decisione? Perché non può concedergli uno spazio? Il Convento non è di proprietà del comune? Lei non è il Sindaco? C’è qualcosa sotto che ci nasconde? 

Ha più volte affermato che il Suo ruolo istituzionale non le permette di avere  atteggiamenti  non corrispondenti all’etica professionale, e che aveva fatto tutto quanto Le era stato possibile per far rimanere i Francescani; e non ci è riuscito. Ma adesso il Suo ruolo professionale Le permette di esaudire questa  richiesta e concedere, tra l’atro, la Cittadinanza Onoraria a Padre Carmine. Credo che  abbia tutto il diritto visto quanto ha fatto per la comunità moscianese. Ha riempito i cuori dei fedeli di amore e fraternità e ha rimproverato  gli avidi che si avvicinano al prossimo solo per secondi fini. Si è mosso per ristrutturare Chiesa e Convento, ha creato la famosa biblioteca da lei tanto ambita e l’asilo nido. Quindi ne ha pienamente diritto.

Spero che da persona corretta qual è, mi vengano date in merito delle delucidazioni,  altrimenti mi devo ricredere sulla sua persona.

IN ATTESA DI UNA SUA RISPOSTA CORDIALI SALUTI

Bellante, 28/09/2010

AMELIA ANDRENACCI