I commercianti di via Trieste sono scesi sul piede di guerra. Si sono sentiti beffati dall’organizzazione che ha curato la manifestazione della Notte Bianca dello scorso 20 agosto. «Iniziative annunciate che non si sono mai concretizzate. Ci sentiamo presi in giro da promesse rimaste tali». Molti titolari di esercizi di via Trieste hanno affidato la loro amarezza ad un comunicato stampa dopo una riunione in cui hanno condiviso, in parecchi, malcontento e disappunto per quanto accaduto a margine della Notte Bianca.

Nella nota gli interessati sottolineano: «Gli imprenditori della zona hanno investito capitali ed energie per allestire ed accogliere al meglio l’iniziativa, ma alla fine gli unici risultati conseguiti sono stati i mancati incassi e le relative perdite soprattutto da parte delle attività di ristorazione e similari». Continuano i commercianti di via Trieste: «E’ apparso chiaro sin dal pomeriggio di sabato che l’organizzazione stava orientando l’affluenza del pubblico verso siti diversi rispetto al nostro. Ma perché non dire preventivamente ciò che sarebbe accaduto? Conoscendo prima le strategie avremmo potuto decidere di organizzarci autonomamente o rimanere addirittura con le serrande abbassate».

I commercianti di via Trieste continuano la loro protesta con dati di fatto: «A diversi titolai di attività è stato chiesto un contributo economico con l’impegno di allestimento di postazioni musicali e spettacoli di artisti di strada. Tutto falso». Così continua il documento: «Il calendario annunciato per vie Trieste dalle 21:30 alle 4 del mattino era il seguente: karaoke, 2 postazioni con un dj, Rocco il Gigolò, Giorgia Palmas, artisti di strada lungo tutto la via, Gli Amici di Mario cover band di Ligabue. Solo quest’ultimo gruppo ha suonato fino all’una circa e poi più nulla».

Insomma, i commercianti di via Trieste sono indignati, delusi, amareggiati, rammaricati ed arrabbiati per quanto accaduto. Ma in molte persone c’è anche un senso di mortificazione per il trattamento ricevuto e per l’inganno patito: «Troppe volte ci capita di dover subire e l’ennesimo recente trattamento contribuisce a rafforzare l’idea di appartenere ad una categoria di rango inferiore».

 

Commercianti di Via Trieste