Giulianova. Ancora un’ondata di chiusure di attività che non fa certamente bene alla città. Ma non ci sono chiusure che fanno notizia più delle alte. Ed è quella dell’attività dei fratelli Bonomo in via Nazario Sauro ovest, non solo uno dei negozi più antichi della città ma anche, per curiosità , un negozio che riusciva sempre ad accontentare tutti e che aveva una peculiarità , era l’unico negozio di Giulianova senza insegna esterna. Andando avanti ecco un altro punto venduta tradizionalissimo, l’edicola giornali, prodotti dolci e caratteristi della città, un’edicola in via Sauro Est. Questa via risulta particolarmente martoriata dopo la chiusura del negozio di abbigliamento di Paolo Cappelli, il quale, come aveva promesso, ha chiuso anche lui dopo tantissimi anni e si è trasferito con la moglie alle Isole Canarie, dalle quali, rilassatissimo, ogni giorno, manda foro di come se la gode senza rimpiangere la sua attività giuliese. Ora una pizzeria che era sempre frequentata, quella vicina al passaggio a livello all’incrocio tra la Nazionale Adriatica e via Sauro. Aveva cominciato molto bene ma negli ultimi tempi era apparso un cartello con su scritto “chiuso per ferie”. Ebbene, è passato più di un mese ed ora quel cartello da “chiuso per ferie” si è trasformato in chiuso per cessione di attività. Ed ancora chiusura di un negozio d’abbigliamento nella centralissima viale Orsini sembra dare un quadro ancora più fosco della crisi.
Per fortuna, da qualche parte c’è qualcuno che apre come il ristorante Bora Bora rinato dalle sue stesse ceneri, quando dal Comune venne firmata l’ordinanza di abbattimento del manufatto, riducendolo a semplice chiosco. Quante polemiche da parte del proprietario ma il suo gestore, Pietro Cerquoni, che ha ereditato un locale che era stato chiuso (guarda caso un’altra chiusura) in via Sardegna e lì’ ha rimesso su il Bora Bora e a quanto pare con lo stesso successo che gli aveva arriso nella precedente sistemazione. Si parla anche di una pasticceria pronta ad aprire sul lungomare Zara, ma pure in questo caso al posto di un bar chiuso per sempre dopo una breve stagione, e bisogna accontentarsi che arrivi qualcuno a rilevare un’attività anche se diversa, altrimenti quei locali sarebbero rimasti sfitti come lo sono tantissimi in città. Non c’è una via che sia stata risparmiata. Meno male che è arrivata la notizia che Giulianova è stata ammessa nella realizzazione di una Zona Economica Speciale. Ben tredici ettari dove realizzare attività produttive a confine con il Comune di Mosciano.