“Versi verso il mare” era (sì, non abbiamo sbagliato a coniugare) la rassegna di poesie che si teneva tra luglio ed agosto in Piazza Dante (Piazza della Misericordia per i giuliesi DOC). Il curatore Simone Gambacorta che, attualmente, è Segretario del “Premio Teramo”, 19 poeti, alcuni dei quali di fama nazionale ed altri di indiscusso spessore al di là della ancor scarsa notorietà. In ogni caso tutti indistintamente hanno pubblicato volumi. La presentatrice e giornalista locale Azzurra Marcozzi, l’attrice Anita Di Marcoberardino, le mostre degli amici dell’allora “Piazza Dante”. Tutto questo (molti ne parlano ma pochi lo fanno) incastonato nello scenario del centro storico, irrimediabilmente fascinoso nel suo abbracciarti.

Quest’anno avremmo modificato il tutto, perché non ci piace cullarci sul sicuro. Quest’anno, grazie alla perizia dell’amico Simone Ciccolone, sarebbe andato in scena, prima assoluta per la Provincia di Teramo, un Poetry Slam, un riportare la poesia davvero tra le persone. Gli iscritti c’erano, abbondanti. Partecipanti dall’Italia e anche dall’estero. C’erano.

“Versi verso il mare” è defunta, purtroppo, nel fiore degli anni e della salute. E’ defunta perché l’Amministrazione comunale di Giulianova ancora non provvede a stilare un calendario delle manifestazioni estive, e non si vedono soluzioni all’orizzonte. A malincuore gettiamo la spugna, dopo vani tentativi di chiedere informazioni, soprattutto considerando che chi vi scrive ancora deve percepire le spettanze della scorsa stagione! Sarebbe stato difficile per noi provvedere a pianificare altre spese senza sapere quando (e come) avremmo percepito le passate. Eppure la volontà c’era. Abbbiamo sondato, non c’è stato risposto.

Probabilemente quello che fà più male è proprio questo, una sottile (manco tanto) indifferenza. L’aver scritto agli organismi amministrativi e non aver ottentuo neanche uno straccio di: “Mi dispiace ma non si può”. Avremmo capito, con dispiacere ma avremmo capito.

Abbiamo sempre improntato il nostro modo di fare nell’ottica della correttezza, della trasparenza, della professionalità, della precisione e della cura maniacale del dettaglio. Non è servito a granché e l’amarezza è notevole. Cosa dire se non sperare in una “resurrezione” postuma? Un abbraccio a tutti coloro che, in questi anni, ci sono stati accanto ed hanno apprezzato.

 

Roberto Di Giovannantonio

(Circolo Il Nome della Rosa)