Con l’affidamento definitivo alla ditta Drink Solution per l’installazione e la gestione di quattro punti acqua, il progetto “Giulianova acqua libera” entra finalmente nel vivo. E così nei prossimi mesi, comunque entro la primavera, verranno installati quattro distributori di acqua potabile in quattro diverse ubicazioni: al Lido nel Lungomare Zara in corrispondenza di una delle aiuole del tratto monumentale, al Paese in via del Popolo, all’Annunziata nell’omonima via e a Colleranesco lungo la SS 80. L’acqua sarà quella dell’acquedotto, opportunamente trattata e filtrata, liscia o gassata, a temperatura ambiente o refrigerata, venduta al prezzo di cinque centesimi di euro al litro. Per favorire la fidelizzazione e il più ampio utilizzo possibile dei distributori, ma anche per evitare atti di vandalismo, sarà possibile pagare anche senza monete con sistemi simili a quelli utilizzati nei distributori automatici di bevande. “È bene precisare – dichiara il Sindaco Francesco Mastromauro – che l’Amministrazione Comunale non dovrà sostenete alcun costo dal momento che tutto sarà a carico dell’aggiudicatario. Avevamo immaginato “Giulianova acqua libera” come un progetto totalmente gratuito per i cittadini. Per questa ragione l’Assessore Forcellese era stato, già nel 2010, a Brescia allo scopo di valutare le soluzioni adottate in quella realtà, soluzioni che prevedevano il coinvolgimento diretto dell’Acquedotto locale. Purtroppo nella nostra Provincia non è stato possibile coinvolgere il Ruzzo nonostante l’allora Presidente manifestò grande entusiasmo per l’iniziativa. Si tratta, in ogni caso, di una ottima scelta che abbraccia le principali zone della città e per quest’ultimo aspetto ringrazio i consiglieri Alessandro Giorgini e Fabrice Ruffini”.

Quali sono i veri vantaggi derivanti dai distributori di acqua? “Il progetto – conclude l’Assessore Archimede Forcellese – si propone di rilanciare il consumo di acqua potabile da bere. Sarà possibile, così, raggiungere tre obiettivi con una sola azione. Bere l’acqua del rubinetto è, infatti, al tempo stesso, una scelta salutare dal momento che l’acqua di rete è più controllata delle minerali in bottiglia, conveniente in quanto permette di risparmiare esostenibile perché consente di ridurre la produzione di rifiuti. Da quest’ultimo punto di vista, basta ricordare come per la lavorazione di un chilo di PET, equivalente a circa trenta bottiglie da un litro e mezzo, sono necessari due chili di petrolio, diciassette litri d’acqua e si generano un pò più di due chili di anidride carbonica”.

Nei prossimi giorni ci sarà un incontro con i rappresentanti della società aggiudicatrice al fine di individuare la tipologia di “casetta” dell’acqua architettonicamente più adeguata ai contesti in cui saranno collocate.