Sta facendo il giro d’Italia la chiusura dello stadio di Giulianova, anche perchè, ieri, dalla Lega non sono rimbalzate notizie analoghe che riguardassero altri impianti.
Possibile che in tutta la terza serie ci sia un campo non a norma, uno solo, e proprio Giulianova? Eppure una società dello stesso girone del Giulianova era stata deferita in quanto aveva inviato in Lega i documenti che accertavano l’idoneità dell’impianto. I documenti sono risultati falsi, la società è stata deferita, ha mandato la squadra a giocare da un’altra parte. Per la Lega un
di questo tipo prevedeva la retrocessione della squadra che invece se l’è cavata con due punti di penalizzazione. Alla luce di queste strane cose perché essere così rigidi nei confronti di un impianto che è stato abbandonato dalla tifoseria e dove ci vanno ormai solo abbonati e fedelissimi) Che cosa può succedere? Quale incendio può distruggere tutto quel cemento senza che gli spettatori (scarsi) si siano messi in fuga? Ma anche a Palazzo come si fa a dire che per i lavori ci vorrebbe un milioni di euro? Bene, ieri la somma era già scesa e comunque i tecnici del Comune stanno predisponendo il progetto (che si doveva fare da quattro cinque anni) e il sindaco Mastromauro ha reso noto di aver chiesto un incontro con il responsabile del Vigili del fuoco nella speranza di ottenere una proroga a fronte di impegni, documenti e delibere di stanziamento di fondi per i lavori di adeguamento. E intanto mentre De Patre e i suoi, dopo una mattinata nella palestra del “Castrum”, si sono allenati al freddo e al gelo sulla spiaggia innevata (non per gusto ma per disperazione), il povero segretario Massimo Spinozzi è alle prese con un lavoro improbo e delicato, arrendersi a giocare la prima gara a porte chiusa contro l’Aversa Normanna (a meno che la neve…) oppure trovare un campo alternativo. E mentre giunge notizia che anche Mosciano sarebbe finito nelle grinfie del comitato, è stato escluso il vicino campo di Roseto perché non ha una capienza di 2500 spettatori (e chi te li da?) e perché non ci sono posti numerati. La Lega vuole un campo di serie C, come Chieti o L’Aquila, mentre bisogna capire che cosa pensa di impianti del settore dilettanti come quello di Piano d’Accio di Teramo o il Riviera delle Palme di San Benedetto. Insomma, un bel guazzabuglio a corredo della stagione della grande risi del calcio giallorosso dove ormai è successo di tutto Il Comitato per ripartire dai dilettanti è già al lavoro e certe leggi e regolamenti che dopo non ci saranno veramente ti spingono a ricominciare da lì.