Quattordici indagati per la lottizzazione Migliori-Longari, approvata dall’amministrazione guidata dall’ex sindaco ed oggi consigliere regionale del Pd Claudio Ruffini. Con quest’ultimo hanno ricevuto gli avvisi di garanzia i titolari della , la società committente delle opere  relative alla costruzione del complesso residenziale costituito da quattro palazzine ubicate in località Zona Orti. Ci sono tre assessori della Giunta Mastromauro (il vicesindaco Gabriele Filipponi, Roberto Mastrilli e Fabio Ruffini) ed altresì il capogruppo del Pd, Emidio Andrenacci ed ancora gli ex consiglieri comunali Augusto Montebello, Augusto Baldasserini, Berardo D’Antonio, Federico Croci e Dino Macera. Per quanto riguarda la ditta Domhouse hanno ricevuto avvisi di garanzia  i tre fratelli Valentino Piergallini, nella sua qualità  di  legale rappresentante della  ditta, Maurizio Piergallini e Albano Piergallini, questi ultimi quali direttore dei lavori con funzione dei coordinatore generale il primo e di direttore dei lavori strutture in opere il secondo. Valentino Piergallini viene citato anche nella qualità, di  legale rappresentante della So.Ca.Bi. impresa edile incaricata delle realizzazione delle  opere.  Nell’elenco degli indagati figura anche l’architetto Roberto Olivieri, dirigente dell’Area tecnica del Comune che rilasciò il permesso di costruire e che autorizzava la realizzazione del complesso residenziale in questione. Indagati anche i consiglieri che votarono il via libera alla realizzazione del progetto, a cominciare dal sindaco dell’epoca Claudio Ruffini e con lui gli allora consiglieri Gabriele Filipponi, Augusto Montebello, Roberto Mastrilli, Augusto Baldasserini, Giuseppe De Falco, Emidio Andrenacci,  (tutti del Pd) Berardo D’Antonio (che ha già scelto l’avvocato Pierangelo Guidobaldi come suo difensore), Federico Croci e  Fabio Ruffini (Margherita) e Dino Macera  (Comunisti Italiani). L’accusa è quella di aver approvato il progetto planovolumetrico convenzionato dell’area Zona Orti, consentendo –come sostiene  il Sostituto Procuratore Irene Scordamaglia _  la traslazione e l’edificazione dei 4 fabbricati verso il lato ovest del lotto , ovvero in quella zona  ove la prescrizioni recepite nella delibera del Consiglio comunale del 30 giugno 2006 di Variante specifica al Piano regolatore generale non consentivano l’edificazione, superando in tal modo in maniera illegittima la prescrizione del Comitato del Bbaa del 26 giugno 2006, che aveva statuito al fine di salvaguardare la presenza dell’area collinare di pregio paesistico, si sarebbe dovuta concentrare l’edificazione verso il lato est dell’area> A sollevare il caso fu l’associazione Il Cittadino governante con il leader Franco Arboretti, il quale sosteneva, al contrario degli amministratori e dei tecnici, che in quella zona vigeva il cosiddetto Pai (Piano di attuazione idrogeologica) e che, spostando gli edifici più vicini alla collina, si sarebbe violato il piano e poi perché, come rilevato dal magistrato .

Quattordici indagati per la lottizzazione Migliori-Longari, approvata dall’amministrazione guidata dall’ex sindaco ed oggi consigliere regionale del Pd Claudio Ruffini. Con quest’ultimo hanno ricevuto gli avvisi di garanzia i titolari della , la società committente delle opere  relative alla costruzione del complesso residenziale costituito da quattro palazzine ubicate in località Zona Orti. Ci sono tre assessori della Giunta Mastromauro (il vicesindaco Gabriele Filipponi, Roberto Mastrilli e Fabio Ruffini) ed altresì il capogruppo del Pd, Emidio Andrenacci ed ancora gli ex consiglieri comunali Augusto Montebello, Augusto Baldasserini, Berardo D’Antonio, Federico Croci e Dino Macera. Per quanto riguarda la ditta Domhouse hanno ricevuto avvisi di garanzia  i tre fratelli Valentino Piergallini, nella sua qualità  di  legale rappresentante della  ditta, Maurizio Piergallini e Albano Piergallini, questi ultimi quali direttore dei lavori con funzione dei coordinatore generale il primo e di direttore dei lavori strutture in opere il secondo. Valentino Piergallini viene citato anche nella qualità, di  legale rappresentante della So.Ca.Bi. impresa edile incaricata delle realizzazione delle  opere.  Nell’elenco degli indagati figura anche l’architetto Roberto Olivieri, dirigente dell’Area tecnica del Comune che rilasciò il permesso di costruire e che autorizzava la realizzazione del complesso residenziale in questione. Indagati anche i consiglieri che votarono il via libera alla realizzazione del progetto, a cominciare dal sindaco dell’epoca Claudio Ruffini e con lui gli allora consiglieri Gabriele Filipponi, Augusto Montebello, Roberto Mastrilli, Augusto Baldasserini, Giuseppe De Falco, Emidio Andrenacci,  (tutti del Pd) Berardo D’Antonio (che ha già scelto l’avvocato Pierangelo Guidobaldi come suo difensore), Federico Croci e  Fabio Ruffini (Margherita) e Dino Macera  (Comunisti Italiani). L’accusa è quella di aver approvato il progetto planovolumetrico convenzionato dell’area Zona Orti, consentendo –come sostiene  il Sostituto Procuratore Irene Scordamaglia _  la traslazione e l’edificazione dei 4 fabbricati verso il lato ovest del lotto , ovvero in quella zona  ove la prescrizioni recepite nella delibera del Consiglio comunale del 30 giugno 2006 di Variante specifica al Piano regolatore generale non consentivano l’edificazione, superando in tal modo in maniera illegittima la prescrizione del Comitato del Bbaa del 26 giugno 2006, che aveva statuito al fine di salvaguardare la presenza dell’area collinare di pregio paesistico, si sarebbe dovuta concentrare l’edificazione verso il lato est dell’area> A sollevare il caso fu l’associazione Il Cittadino governante con il leader Franco Arboretti, il quale sosteneva, al contrario degli amministratori e dei tecnici, che in quella zona vigeva il cosiddetto Pai (Piano di attuazione idrogeologica) e che, spostando gli edifici più vicini alla collina, si sarebbe violato il piano e poi perché, come rilevato dal magistrato .