Un atto di spietata barbarie che
dovrebbe indirizzare le indagini delle autorità verso gli
ambienti neonazisti più fanatici”. E’ il commento di Roberto
Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti del
Gruppo EveryOne, all’uccisione di Carmela Rea, 29 anni, il cui
corpo è stato trovato ieri in una zona boscosa di Ripe di
Civitella del Tronto (Teramo), con la gola squarciata e una
svastica incisa sul collo.
“Il crimine – dicono – sembra avere la matrice di un orrido
culto della disumanità nazista e non è un caso che il corpo
della povera Carmela sia stato trovato il 20 aprile,
anniversario della nascita di Adolf Hitler. Da tempo il nostro
gruppo, che fa parte dell’organizzazione UNITED, impegnata a
livello internazionale contro il riaffiorare del nazifascismo
nel mondo, denuncia la crescita esponenziale dei gruppi di
nostalgici del periodo delle camicie brune e nere, che predicano
antisemitismo, odio per i Rom e i gay, violenza contro gli
individui disagiati. Ma i neonazisti fanno del sadismo e della
crudeltà un principio di comportamento, in antitesi con la
‘pietas’ che è alla base della civiltà dei diritti umani”.
“Il Gruppo EvceryOne, anche a nome di UNITED, chiede al
governo italiano di attivare ogni strumento di inchiesta per
evitare che le atrocità che hanno condotto alla morte di
Carmela Rea restino impunite, come avviene per tante tragedie
che colpiscono gli individui più deboli, i cui perpetratori
restano spesso a piede libero, pronti a colpire ancora”.
(ANSA).