GIULIANOVA – <La situazione è grave a Giulianova. Mai avremmo pensato di essere sul punto di non ritorno avendo un presidente della consulta incompatibile con il ruolo che ricopre>. Durissimo documento, quello del ristoratore e barista giuliese Gianpiero D’Angelo. 
<Una consulta composta per lo più da circoli culturali e comitati di quartiere non può essere portatrice degli interessi delle imprese del terziario e dei pubblici esercizi – continua il ristoratore, da tre generazioni nell’ambito – un presidente che tenta di saltare un tema caro alle imprese come quello dell’abusivismo e, richiamato alla trattazione, incentiva il proliferare di società mascherate da falso no-profit “stendendo un tappeto rosso purché si faccia qualcosa in questa città” e ignorando che le imprese percepiscono questa concorrenza sleale più pericolosa della crisi stessa.
Un presidente che si schiera apertamente contro il commercio e nella politica del “volemose bene” mette sullo stesso livello turistico la nostra Giulianova con realtà notevolmente più piccole e situate nell’entroterra Teramano che non godono della nostra ricettività.
Non siamo d’accordo affatto sul trasformare Giulianova in una sagra a cielo aperto dove per 60 giorni d’estate si mangierà per strada utilizzando i pubblici esercizi solo come urinatoi contravvenendo spesso alle più banali norme igienico-sanitarie bypassate da un’autorizzazione dell’ultimo momento.
Non siamo d’accordo che si colpisca al cuore l’eccellenza della cucina Giuliese, per anni il fiore all’occhiello di questa città.
Non siamo d’accordo ad incentivare le devianze giovanili con manifestazioni che non hanno nulla da condividere con le campagne di sensibilizzazione portate avanti dai pubblici esercizi come quella del#berebene
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Non siamo d’accordo che non si tuteli il consumatore finale dando un’immagine distorta del territorio e dei prodotti tipici Giuliesi.
Non siamo d’accordo nell’incentivare lavoro sommerso ed evasione fiscale coprendo di un velo sociale attività a scopo di lucro.
Non siamo d’accordo che si chieda alle imprese di essere in regola dal punto di vista contributivo e con tutti requisiti professionali e poi, chi usufruisce temporaneamente del suolo pubblico, viene sollevato da tutti gli obblighi compresi quelli morali volti a prevenire l’infiltrazione della criminalità organizzata
Per questi ed altri motivi siamo a chiedere di non essere più rappresentati dall’attuale presidente alla consulta al commercio oppure saremo costretti a declinare ogni invito futuro e a tutelare gli interessi delle imprese e dei consumatori in altre sedi>.