n Sardegna l’ultima figuraccia. Ma a parte la figuraccia anche lo scandalo.

Che è quello di aver fatto entrato in campo a sette minuti dal termine della gara D’Angelo, da tempo messo fuori rosa dallo stesso allenatore e portato anche per fare numero, sapendo che, assieme ad altri, figura nell’elenco di quei giocatori che avrebbero dovuto essere ceduti. Invece sul 2-0 Cerone caccia dal cilindro D’Angelo, dopo aver schierato già quattro punte. E lo fa proprio nella giornata nella quale, accanto a lui, in panchina, non c’è il segretario Massimo Spinozzi, rimasto a casa per una comprensibile paura di volare, ma il direttore generale Giuseppe Tambone, colui che ha portato D’Angelo a Giulianova. Un fatto di una gravità inaudita perchè si sapeva benissimo che il giocatore non avrebbe potuto cambiare il mondo e che ora non lo si potrà cedere tra i dilettanti, dove avrebbe mercato, e non crediamo che ci saranno richieste dalla seconda o addirittura dalla prima divisione, avendo giocato in pratica tre partite. Ultimo in classifica e distaccato di tre punti il Giulianova si attenderebbe qualche spontanea dimissione. Intanto questo pomeriggio il sindaco incontra chi vorrebbe subentrare a D’Agostino. L’auspicio è che la cosa vada in porto soprattutto per il presidente, che avrà anche sbagliato molto, ma è stato mal consigliato ed  ha commesso l’imperdonabile errore di decidere di non decidere. Mai.

F.M.