La Lega Pro a 60 squadre dalla prossima stagione? E’ gia’ fatta. Questo, anche se in via ufficiosa, è quanto è emerso dal convegno che si è tenuto stamane a Roma presso l’Auditorium Ara Pacis. Troppe le carenze amministrative di diverse società. Impossibile pensare di proseguire con l’andazzo attuale. Troppe le penalizzazioni. Troppi i deferimenti nel recente passato, ben sapendo che altri ne sono in arrivo.
Il calcio della terza serie solo per società solide. Onde evitare per il futuro fallimenti e radiazioni. Controlli accurati, anche in sede di iscrizione, con una serie di paletti documentali, eviteranno il ripetersi di situazioni incresciose. Di campionati falsati dal comportamento scorretto di chi non rispetta le regole. Di chi fa progetti faraonici non avendone le sostanze. Di chi non sa gestirsi in equilibrio tra costi e ricavi. A priori non si escludono peraltro modifiche coercitive alle garanzie fideiussorie.
Diversi i temi dibattuti. Alcuni innovativi. Una tipologia contrattuale diversa per favorire l’ impiego dei giovani. Una sorta di addestramento tecnico pluriennale con defiscalizzazione contributiva e fiscale. Ci vorrà l’ autorizzazione del legislatore. Un avvio, dei giovani, al professionismo con la possibilità di un indirizzo professionale successivo, per i meno fortunati e capaci. Un progetto ambizioso da condividere con la scuola.
Più difficili da attuare le tematiche sugli stadi. La diversità dei bacini di utenza potrebbero esserne un ostacolo. Da tanto si parla di impianti polifunzionali, con attività e servizi produttivi in grado di garantire risorse finanziarie collaterali alla gestione prettamente sportiva. Difficile pensarne nell’ immediato il realizzo.
E poi il grande successo della ripartizione dei diritti televisivi. Quei 39,3 milioni di euro. Sull’ argomento, a mio parere, si aprirà una diatriba. Il vecchio decreto Melandri, in verità, recita di una ripartizione a pioggia. Traspare evidente però il desiderio dei vertici della Lega di favorire le società virtuose. Quelle che rispettano le regole. Che rispettano termini perentori dei pagamenti. Che hanno “sposato”, perché ne hanno compreso l’ importanza e l’utilità, il progetto per l’ utilizzo dei giovani “under”. Del resto, considerazione del tutto personale, che senso avrebbe distribuire denaro tanto per, solo per prolungare una agonia, in taluni casi irreversibile. Conoscendo la pervicacia con la quale Mario Macalli persegue i suoi progetti prevedo battaglia dura, senza esclusione di colpi, su questo argomento di vitale importanza.
Dal convegno sono emersi segnali importanti sul “laboratorio” Lega Pro. Sulla qualità del prodotto che Macalli ed i suoi vice, Lombardo e Pitrolo, stanno realizzando. Un progetto di riforme. Globale e mirato. Che guarda ben oltre l’adrenalina dei 90 minuti e dei suoi risultati. A tutela di tutti gli interpreti, ma principalmente dei tifosi.
Vittorio Galigani (fonte Tuttolegapro)